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Caso Guerrina, dopo 6 mesi via i sigilli al cimitero. Ossa, resta il giallo

Luca Serafini
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Dopo sei mesi tolti i sigilli nel piccolo cimitero di San Gianni (Sestino) legato al caso Guerrina: i carabinieri ritrovarono resti umani che si riteneva potessero appartenere alla Piscaglia. Era il 4 aprile. Guarda il video: il cigolio del cancello del cimitero Leggi: archiviazione per il marito, Gratien vuole l'Assise Il pm Marco Dioni ha dissequestrato la cappellina al cui interno, sotto una mattonella, esiste una cripta dove fu rinvenuto lo scheletro, sezionato e con tessuti ancora attaccati. I Ris stabilirono nei giorni successivi che si trattava di un uomo e non di una donna.  Guarda le foto Il corpo è rimasto senza nome e si trova a Pisa, presso la Medicina Legale dell'Università. La riapertura della piccola cappella ha permesso la riaccensione delle luci votive del cimitero, rimaste spente perché i comandi sono appunto all'interno della struttura. La procura dovrà decidere cosa fare dei resti umani trattati in modo anomalo e gettati nell'ossario e dove ricollocarli. Le indagini su Guerrina (mai trovato il corpo) si sono chiuse senza la riapertura delle tombe per verificare l'ipotesi di uno scambio di salme, scartata dal magistrato. Nessuna manomissione sulle lapidi. ARTICOLO SUL CORRIERE IN EDICOLA E ON LINE DEL 1 OTTOBRE