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Borsello di Guerrina, Gratien: "Non ne so nulla, prendete impronte e dna"

Il pm Marco Dioni

Luca Serafini
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Il riconoscimento del borsello di Guerrina tra gli oggetti sequestrati a padre Graziano rischia di inguaiare ulteriormente il prete accusato di omicidio. Il plico col borsello in Assise: guarda video Ma lui dal convento replica con fermezza: "Non c'entro nulla con quell'oggetto, prendano pure impronte digitali e facciano dna..." ha detto al suo avvocato Riziero Angeletti dopo l'udienza della Corte d'Assise alla quale Gratien non ha partecipato. Sul Corriere di Arezzo il pensiero del sacerdote congolese dopo che due sorelle su tre di Guerrina Piscaglia hanno indicato il portafoglio con la scritta Gian Marco Venturi e l'assorbente Lines all'interno: "E' di Guerrina, lo avevamo visto". Il borsello e altre cose furono trovate il 16 settembre 2014 in un trolley nella camera di padre Graziano, nella canonica di Cà Raffaello, che aveva lasciato il 25 agosto. "Se avevo qualcosa da nascondere - dice ancora Alabi - non lo avrei certo lasciato lì". L'elemento borsello va però ad appesantire il quadro indiziario sull'imputato. Anche dopo che la testimone di Novafeltria ha detto in aula: "Non sono più sicura che quella che vidi il 2 maggio fosse Guerrina". Prossima udienza il 19 febbraio. SUL CORRIERE DI AREZZO IN EDICOLA E ON LINE DEL 6 FEBBRAIO ARTICOLI CON TUTTE LE NOVITA'