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Guerrina, enigma impronte borsello. Ricerche corpo, appello a volontari

L'avvocato Detti e il pm Dioni

Luca Serafini
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Sul caso Guerrina tiene banco il riconoscimento del borsello trovato nel trolley di padre Graziano durante la perquisizione nella camera della canonica. Le sorelle: "E' di Guerrina". Gli avvocati dell'imputato sollevano dubbi e parlano di testimonianza tardiva (non lo avevano riconosciuto un anno e mezzo fa), inquinata, non genuina. E domandano come mai non sono stati fatti accertamenti su impronte digitali e dna. L'oggetto ormai è stato contaminato. In ogni caso non sarebbe possibile la comparazione delle impronte: quelle di Guerrina non sono disponibili. Intanto sul fronte delle ricerche del corpo l'avvocato della famiglia Alessandrini, Nicola Detti, lancia la proposta ai volontari che vorranno partecipare alle prossime battute. La zona di Cicognaia sarà quella da perlustrare per prima, in modo ancora più approfondito. Domani, lunedì 8 febbraio, incontro con la criminologa Roberta Bruzzone. Tempi e modalità delle ricerche saranno comunicate: gli interessati potranno far presente la loro disponibilità inviando una mail all'indirizzo che sarà diffuso. ARTICOLI SUL CORRIERE DI AREZZO IN EDICOLA E ON LINE DEL 7 FEBBRAIO