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Telefono inguaia Gratien. Squillo crudele al figlio di Guerrina

Luca Serafini
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Il telefonino inguaia pesantemente padre Graziano. Nella nuova udienza in Corte d'Assise gli inquirenti hanno portato pesantissimi indizi a carico di Gratien Alabi che potrebbero diventare prove. Tutto converge sull'utilizzo del telefonino di Guerrina Piscaglia dal giorno della sua scomparsa e fino al 24 luglio. Viene riacceso per alcuni istanti cinque volte e quando avviene è sempre nella stessa cella agganciata dal cellulare di padre Graziano. Con attività riconducibili al prete: per la grafia, per gli errori nell'invio dei messaggi, per la strategia volta a depistare facendo credere che la donna era andata via. C'è anche uno squillo che parte da Badia Tedalda, proprio dove si trovava Alabi, al figlio di Guerrina, Lorenzo. Che in quel momento ha la linea occupata, poi si affretta a richiamare mamma, ma il cellulare è stato già spento. Dalla lettura dei tabulati emergono gli oltre seimila contatti da gennaio 2013 al primo maggio 2014 fra Gratien e Guerrina, che poi si interrompono totalmente. E Gratien cancella dal cellulare tutti i messaggini scambiati. La difesa si è limitata ad ascoltare con alcuni interventi, ma quando sarà il suo turno argomenterà il concetto espresso da Alabi: "Non avevo il telefonino, mica mi avete visto". ARTICOLI SUL CORRIERE DI AREZZO IN EDICOLA E ON LINE DEL 16 APRILE