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Gratien, accusa demolisce zio Francesco. Figlio di Guerrina andrà in aula

Luca Serafini
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Lorenzo, il figlio di Guerrina, in una delle prossime udienze entrerà nell'aula della Corte d'Assise. E' un suo desiderio: legali e famiglie sono orientate ad assecondarlo. Favorevole la Corte. Il ragazzo, 25 anni, con problemi di disabilità, chiede sempre della mamma. Intanto nel processo per l'omicidio di Guerrina Piscaglia l'accusa demolisce la figura di zio Francesco, ritenuta pura invenzione dell'imputato, padre Graziano, per sviare da sé i sospetti. Nessun nordafricano avrebbe avuto con sé Guerrina il giorno in cui sparì. E nell'udienza in Corte d'Assise il maresciallo dei carabinieri Tommaso Surico ha anche riferito analiticamente di come venne smascherato il depistaggio ordito fin dal primo maggio per il quale la donna di Cà Raffaello sarebbe fuggita con un ambulante marocchino. Gratien Alabi aveva anche il numero di telefono del vu' cumprà, è stato accertato, ma non lo mise a disposizione. La difesa cerca di minare gli elementi, altrettanto forti, su tabulati e celle telefoniche con una serie di osservazioni tecniche. E l'imputato non molla, anzi attacca gli inquirenti: padre Graziano ha preso la parola per dire che, in procura, un capitano dei carabinieri lo "terrorizzava" durante l'interrogatorio e che il cellulare - che poi lo ha inguaiato - gli fu preso senza consenso. La procura si riserva di procedere per calunnia. Sentito come testimone padre Silvano, giunto dalla Francia "non per dire bugie". Dal suo racconto nulla di che. Tra non ricordo e incertezze ha ripetuto che non si accorse di nulla. E Gratien alla domanda su Guerrina e sulla scomparsa gli rispose che, prima che sparisse, avevano parlato di "questioni di confessione". Guarda video abbraccio Gratien - Silvano Sulla richiesta di libertà presentata da Gratien, la Corte si pronuncia lunedì 2 maggio. ARTICOLI SUL CORRIERE DI AREZZO IN EDICOLA E ON LINE DEL 30 APRILE