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Gratien, difesa spericolata: pasticche, accuse e sesso negato

Luca Serafini
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Difesa spericolata di padre Graziano che in sette ore di esame risponde a tutto ma non convince appieno e sferra attacchi verso giustizia e inquirenti: "In carcere mi facevano prendere pasticche, calmanti" tanto da non essere lucido anche nell'interrogatorio di agosto. Si rivolge irritato al pm che lo incalza: "Tu mi guardi in modo che mi vuoi divorare..." e contesta trascrizioni non corrette dei verbali. Nega tutto, il sacerdote accusato dell'omicidio di Guerrina Piscaglia. Nega anche gli incontri sessuali con le donne dell'Est ("Sono prete" e lamenta problemi di impotenza), mentre il sostituto procuratore Dioni legge tra l'imbarazzo generale intercettazioni con volgarità. Guarda le foto dell'udienza Resta poi fumosa la figura di zio Francesco, che rischia di avere un effetto boomerang sull'imputato: due incontri, a Sestino e Cà Raffaello, l'1 e il 10 maggio, che sembrano frutto di una costruzione, senza riscontri oggettivi. Gratien Alabi barcolla ma non crolla. E alla fine esce, dopo sette ore sotto torchio, neanche sudato. Alla fine per la parte civile l'imputato ha dato prova di essere "un abile mentitore". Mentre la difesa: "Non è caduto in trappola, verso l'assoluzione". Il 15 luglio di nuovo Alabi in aula. Sentenza a ottobre.  ARTICOLI SUL CORRIERE DI AREZZO IN EDICOLA E ON LINE DEL 2 LUGLIO