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Vigilante arrestato: ecco il suo trucco e di chi era l'oro sparito

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Luca Serafini
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Il vigilante arrestato dai carabinieri per ora resta in silenzio. Non svela né dove è finito l'oro per 4 milioni di euro sottratto al furgone blindato Securpol che guidava, né chi sono complici e ricettatori. Rischia fino a 6 anni di reclusione. L'interrogatorio di garanzia sarà la prossima occasione per ripensarci. Il furto pluriaggravato avvenuto a Badia al Pino l'11 luglio, avvenne con uno stratagemma ai danni del collega: Di Stazio ritirò ingente quantitativo di oro alla Italpreziosi e alla Safimet e lo caricò sul furgone, firmò le bolle ma alterò la dichiarazione, facendo risultare che era argento e non oro. In questo modo il valore trasportato era inferiore alla soglia per la quale è d'obbligo chiedere all'istituto un rinforzo di uomini. Securpol ha avviato la procedura di licenziamento e di tutela. L'assicurazione coprirà il valore del metallo, ma per l'istituto ci sono danni da sopportare, anche di immagine, per l'iniziativa del dipendente infedele. I carabinieri del Nucleo Investigativo indagano per fare piena luce e hanno sequestrato telefoni e materiale elettronico in casa del vigilante, in via Anconetana. ARTICOLO SUL CORRIERE DI AREZZO IN EDICOLA E ON LINE DEL 22 LUGLIO