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Emergenza ungulati: rabbia cinghialai

Marco Antonucci
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Festa per i cinghialai aretini premiati nei giorni scorsi durante il 16esimo Trofeo della Città di Arezzo e della stagione agonistica cinofila 2016. Le doppiette si sono ritrovate per la tradizionale cerimonia riservata ai proprietari dei cani da seguita sui cinghiali. Un appuntamento che quest'anno ha finito per rappresentare il momento in cui i cacciatori, uniti, hanno inteso sollevare le proprie lamentele per le nuove disposizioni che li riguardano in tema di abbattimento di ungulati. A parlare, a nome di tutti i presidenti delle squadre della provincia di Arezzo, è Pier Giuseppe Migliorini responsabile Federcaccia in Atc di Arezzo e proprietario della Tenuta Capocontro di Civitella dove la premiazione si è svolta. “La premiazione - spiega Pier Giuseppe Migliorini - ha rappresentato il volto bello della caccia che è passione, che è sintonia ed armonia tra l'uomo e il suo cane, che è conoscenza e rispetto dell'ambiente. Questo è un mondo straordinario giustamente orgoglioso non solo della sua passione ma anche del suo lavoro in favore dell'ambiente e della fauna”. E le doppiette aretine non si spogliano mai della loro passione che va oltre al periodo di apertura della caccia. “Cacciatori - puntualizza Migliorini - si è a caccia con il fucile e cacciatori si è il resto dell'anno nelle opere di prevenzione, di censimento della fauna e di aiuto agli agricoltori per le opere di prevenzione ai danni”. Una passione che nell'Aretino tiene migliaia di doppiette unite intorno alla caccia in una provincia e in una regione vocata storicamente all'arte venatoria capace, negli anni, di assumere anche un ruolo squisitamente aggregativo e di tutela dell'ambiente e del paesaggio.  Le squadre al cinghiale ne sono un esempio capace di abbinare il fucile addirittura alla solidarietà. Una tradizione che oggi rischia però di tramontare a causa di nuovi leggi e regolamenti. A lanciare l'allarme è proprio Migliorini. “Oggi la Toscana non è più la regione dove da tutta Italia venivano ad imparare la gestione della fauna e a copiarci le leggi sulla caccia. Oggi la nostra regione non è più quella realtà laddove il legislatore faceva le cose insieme ai cacciatori e agli agricoltori. La legge sulla emergenza ungulati è stata fatta contro i cacciatori organizzati in squadre. Escludere la braccata come forma di controllo è voler penalizzare la categoria delle squadre al cinghiale diminuendo la capacità di intervento teso ad evitare i danni agli agricoltori e i rischi di incidenti”. Va giù duro Migliorini contro le nuove disposizioni. “Affermare questo è dire la verità: se la braccata in Toscana è la forma storicamente scelta dai cacciatori di cinghiale è perchè semplicemente è la più efficace. La legge c'era ed era efficace laddove veniva applicata. Aver voluto fare una legge spot senza e ripeto contro i cacciatori organizzati la sta condannando all'insuccesso”. L'appello è alla Regione e Migliorini ha già scritto alle autorità per esternare la posizione di migliaia di cacciatori. “Ho già avuto modo - spiega Migliorini - di scrivere al Prefetto di Arezzo dicendo che i cacciatori delle squadre sono a disposizione. Dice il falso sapendo di mentire chi afferma che sono questi cacciatori i responsabili dell'emergenza ungulati. Per due motivi: il primo è che l'emergenza non è nelle zone gestite dalle squadre (zone vocate); il secondo è che la eccessiva densità degli ungulati è dannosa per la biodiversità riducendo la presenza di specie come la lepre, il fagiano e togliendo dunque ai cacciatori tutti di esercitare la loro passione”. I cinghialai rivendicano quindi il loro ruolo e chiamano in campo il presidente della Regione Enrico Rossi. “I cacciatori delle squadre - conclude Migliorini - sono stati da sempre protagonisti della gestione faunistica. Escluderli è una miopia che verrà purtroppo pagata cara dall'ambiente e dalla fauna. Gli agricoltori che giustamente reclamano la difesa del loro lavoro e del loro reddito hanno già manifestato in piazza a Firenze. Noi siamo con loro, il presidente della Regione batta un colpo”.