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Omicidio di Katia due mesi dopo: indizi su killer e attesa

Luca Serafini
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Due mesi fa a Sansepolcro veniva trovato il corpo senza vita di Katia Dell'Omarino, 39 anni, barbaramante assassinata dopo essersi appartata col suo killer. Due mesi dopo gli inquirenti avrebbero raccolto un quadro indiziario rilevante su un uomo della Valtiberina. Ma la svolta nel caso non è ancora giunta. Il sospettato è libero e avvolto nell'ombra. Non ci sarebbe imminente pericolo di fuga (avrebbe continuato la sua vita normale e non costituirebbe un reale pericolo) e la flagranza del reato ovviamente non c'è più: per una misura cautelare occorre un provvedimento della magistratura. Si attende. Caso difficile, complesso, ma alcuni punti fermi ci sarebbero: si parla di dna concordante tra quello del sospettato e le tracce biologiche rivenute sul corpo della donna, e di altri elementi raccolti dagli investigatori dei carabinieri sul campo. Un uomo che lei conosceva. Che ha usato un oggetto pesante stondato: martello di gomma, chiave per le ruote dell'auto, manico di metallo alcune ipotesi. Grande attesa intorno alla vicenda, elaborazione dati da parte degli uffici giudiziari forse al rush finale.