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Katia, Piter confuso in cella e zitto: parlerà dal gip?

Luca Serafini
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Piter Polverini, presunto omicida di Katia Dell'Omarino, è "confuso" e silenzioso in carcere. Il primo giorno a San Benedetto con l'accusa di omicidio volontario, ha visto per il 24enne di San Giustino la visita degli avvocati Roberta Blasi e Mario Cherubini. Lunedì 19 settembre alle 10.30 è in programma al carcere di Arezzo l'interrogatorio di garanzia. Non si sa se il giovane risponderà al gip Anna Maria Loprete che ha spiccato la misura cautelare chiesta dal pm Julia Maggiore, o farà scena muta, avvalendosi della facoltà di non rispondere come fatto subito dopo l'arresto di venerdì ad opera dei carabinieri. Ai militari, però, in prima battuta ha ammesso di aver ucciso Katia, che voleva più soldi per la prestazione sessuale, ed ha accompagnato gli inquirenti sul luogo dove ha gettato il martello, arma del delitto. La strategia difensiva è da mettere a punto. Il 24enne, che lavorava in una sala scommesse di Arezzo, rischia 21 anni, ma con il rito abbreviato la pena può scendere a 14 o addirittura sotto. Il giovane ha di fronte un muro di indizi raccolti dai carabinieri, dal dna all'arma, dal video che lo ritrae con l'auto del padre seguito dalla donna, fino alle testimonianze. Un quadro così granitico che al momento dell'arresto gli ha fatto esclamare: "Vi aspettavo".