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Omicidio, il gip: "Piter pericoloso". Sangue di Katia su straccio e martello

Luca Serafini
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Piter Polverini, in carcere per l'omicidio di Katia Dell'Omarino, secondo il gip è pericoloso. C'è il rischio della reiterazione del reato. L'efferatezza del delitto indica una personalità in grado di commettere qualcosa di grave e per questo il giudice ha disposto la misura cautelare in carcere. Intanto accanto al martello nel cespuglio vicino a casa del giovane, a San Giustino, è stato trovato un panno intriso di sangue. Sangue anche sull'arnese. Potrebbero essere tracce ematiche della donna. Analisi anche sulla Nissan del babbo di Piter, usata la notte del delitto. Con lo straccio il 24enne avrebbe pulito i sedili dopo la lotta con la donna nella via sterrata di Sansepolcro. A innescare il feroce omicidio la lite sui soldi: ne voleva più del previsto ha detto il giovane al momento dell'arresto, con dichiarazioni non utilizzabili processualmente perché rese senza avvocato. Manca ancora la confessione vera. Domani, lunedì 19 settembre, ad Arezzo, Polverini sarà davanti al gip Loprete, che lo ha mandato in carcere. Non si sa se parlerà. Rischia 21 anni di reclusione in caso di condanna per omicidio senza aggravanti, 14 se sceglierà il rito abbreviato. I difensori, avvocati Cherubini e Blasi, stanno valutando il caso. In carcere Piter è silenzioso e confuso. ARTICOLI SUL CORRIERE DI AREZZO IN EDICOLA E ON LINE DEL 18 SETTEMBRE