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Maltrattata dalla coppia di badanti che la dovevano accudire

Francesca Muzzi
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Dopo oltre quaranta giorni di intercettazioni ambientali, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Arezzo assieme agli operatori della Squadra Mobile della Questura di Arezzo hanno raccolto prove inconfutabili dei maltrattamenti che un'anziana donna del 1950, affetta da problemi mentali, era stata costretta a subire da parte di una coppia di singalesi. La coppia, che avrebbe dovuto accudire la donna, era ospitata gratuitamente in casa dell'anziana donna, ma piuttosto che prendersi cura di lei, la vessava e malmenava con una violenza sempre maggiore e cresciuta a tal punto da obbligare la donna a ricorrere, in differenti occasioni, alle cure mediche. Sono stati proprio quei lividi e quelle contusioni che, seppur compatibili con incidenti domestici, non hanno convinto né gli operatori socio assistenziali che accudivano la donna di giorno, né i sanitari che le avevano prestato le cure. Carabinieri del N.O.R.M. della Compagnia di Arezzo e la Squadra Mobile della Questura, in un'attività congiunta hanno provveduto ad installare telecamere e microspie all'interno dell'appartamento della donna. Le differenti e ripetute segnalazioni che avevano attivato le investigazioni avevano, però, anche allertato i due aguzzini della donna, i quali, durante le prime fasi dell'indagine, erano risultati estremamente premurosi e tolleranti con lei. Tanto tolleranti e premurosi da apparire sospetti. L'intuito degli investigatori, coordinati dalla Procura di Arezzo, è stato provvidenziale. La prosecuzione dell'attività ha invece portato alla luce, in un crescendo di violenza, maltrattamenti e vessazioni che l'anziana ed invalida donna era stata costretta a subire e che gli operatori hanno immortalato in alcuni inconfutabili video che hanno inchiodato i due badanti. Così, gli operatori dei reparti investigativi delle due Forze di Polizia che avevano svolto le indagini, hanno rintracciato la coppia di singalesi e notificato loro l'ordine impartito dal G.I.P. del Tribunale di Arezzo di allontanarsi dalla casa della donna e di non avvicinarsi più né all'abitazione, né agli altri luoghi frequentati dalla donna.