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Bimbo morto asfissiato da stufetta: 2 anni ai genitori

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Luca Serafini
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Bimbo morto asfissiato dalla stufetta nel furgone-paninoteca: pena di due anni al babbo e alla mamma. E' finito così il processo per la tragedia del 5 gennaio 2015 ad Arezzo, nell'area di servizio lungo la Due Mari in zona San Marco. Il piccolo fu avvelenato dalle esalazioni della stufetta elettrica applicata al soffitto dell'abitacolo, tenuta accesa con lo scotch. Prese fuoco e sprigionò gas che, inalati dal piccolo Adam Banelli, lo uccisero. Oltre al dolore infinito, ecco la coda giudiziaria per i genitori. Il processo davanti al giudice Piergiorgio Ponticelli si è svolto con rito abbreviato (sconto di un terzo della pena). Secondo l'accusa (reato, omicidio colposo) i genitori hanno avuto un comportamento negligente, lasciando solo il bimbo mentre erano intenti a svolgere il lavoro di vendita di panini. Il pm Elisabetta Iannelli aveva chiesto 2 anni e 4 mesi. I genitori - non presenti in aula - erano difesi dall'avvocato Gabriele Tofi. Previsto anche un risarcimento al fratello maggiore di Adam, minorenne, da quantificare in separata sede. Per la donna concessa la condizionale, per il marito no, a causa di un precedente del 2000. Cala il sipario in tribunale su una delle vicende di cronaca che hanno maggiormente scosso e commosso Arezzo negli ultimi anni.