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Il liceo artistico rischia la chiusura. La Ferla: "Svegliatevi"

Riccardo La Ferla

Francesca Muzzi
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Oltre mezzo secolo di vita e di professionalità e un futuro tutto da scrivere. Il Liceo Artistico di Anghiari, che nel paese di Baldaccio è universalmente etichettato come “l'Istituto d'Arte”, sfoglia con ansia la margherita. Il 6 febbraio scadono le iscrizioni per una nuova classe prima e non si sa se raggiungeranno la soglia di ragazzi necessari (intorno alle 15, 16 unità). Da qui i dubbi sulla sopravvivenza della scuola, che al momento può contare su una quarta e una quinta. Che, in caso negativo a livello di nuova “linfa”, andrebbero a regime per poi aprire un grosso punto interrogativo sulla permanenza in loco della struttura scolastica. La speranza è che tutto fili liscio e si raggiungano i numeri necessari all'apertura di una nuova classe prima. Ma il timore che non si riesca nell'impresa c'è e si respira nei suggestivi vicoli dello splendido borgo tiberino. Così come in figure che hanno intrecciato, da amministratori della cosa pubblica, il loro mandato con l'attività dell'Istituto d'Arte. E' il caso di Riccardo La Ferla, ex sindaco di Anghiari. “Tramite le colonne del Corriere – dice La Ferla – vorrei sensibilizzare tutti, istituzioni in primis, a mettere in campo ogni energia per scongiurare la triste ipotesi che il nostro istituto possa chiudere i battenti. Si tratta di un patrimonio della Valtiberina e dell'intera provincia aretina. Con la mia amministrazione ci siamo battuti più volte in favore della scuola, ricordo anche che lasciammo in eredità una delibera relativa all'individuazione di un immobile che desse la possibilità di aprire il convitto per gli studenti di fuori. Oggi avverto tanto, troppo silenzio sull'argomento. L'amministrazione comunale non è competente in materia ma quella attuale mi sembra silente, così come non vedo segnali da parte delle opposizioni. Trovo strano, per non dire ingiusto e indelicato, che nessuno si attivi. Senza spirito di polemica – conclude l'ex primo cittadino – invito tutti ad una pacifica ma decisa chiamata alle armi con l'obiettivo di assicurare un futuro a questo nostro fiore all'occhiello che non merita certo una fine prematura perché ha ancora tanto da dare sia ai giovani che a tutta Anghiari”.  articolo in edicola e on line http://edicola.corrierediarezzo.it/corriere/books/170121arezzo/