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Omicidio, Piter chiede cane in carcere. I genitori: "Giusto che paghi ma non è un killer"

Luca Serafini
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Piter Polverini chiede di poter rivedere e accarezzare il suo cane in carcere. L'istanza per ora non è stata esaudita, per questioni di regolamento, ma il giovane arrestato per l'omicidio di Katia Dell'Omarino ci spera. Lo rivelano i genitori che al Corriere hanno parlato del figlio nel giorno dell'udienza davanti al gup di Arezzo in  cui è stata negata la perizia psichiatrica e contestata una aggravante in vista della sentenza, forse il 17 marzo (leggi). "E' giusto che paghi, ma non è un killer", dicono Bruno e Patrizia, che parlano di un ragazzo mite, mai violento fino a quella notte. "Quando fu arrestato ci crollò il mondo addosso" (guarda video). La donna ha cresciuto con amore Piter dopo che aveva perso la mamma a cinque anni. La famiglia vive a San Giustino in Umbria. Dai Polverini vicinanza alla famiglia Dell'Omarino. Sul futuro si auspicano una pena equa e che il figlio possa avere una nuova chance. E' molto giovane essendo nato il 5 febbraio 1992. La preoccupazione è che Piter possa vivere l'esperienza del carcere senza problemi. L'incontro col cane al quale è tanto affezionato potrebbe essere un aiuto. ARTICOLO COMPLETO E SERVIZI SUL CORRIERE DI AREZZO IN EDICOLA DEL 25 FEBBRAIO 2017