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Babbo ucciso con fucilata, giudice ascolta diciottenne

Ciriello e il balcone dove è stato ucciso

Luca Serafini
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Ucciso con una fucilata al volto dal figlio, subito davanti al giudice Giacomo Ciriello, 18 anni il giovane di Lucignano arrestato per omicidio. Nel pomeriggio di oggi, lunedì 27 febbraio, in programma in carcere ad Arezzo l'interrogatorio di garanzia. A fianco avrà l'avvocato Stefano Del Corto. La salma del babbo, Raffaele Ciriello, fabbro di 51 anni, è all'obitorio del San Donato. Il ragazzo viene descritto come assente, con gli occhi sbarrati, sofferente. Viene tenuto vigilato. Alle 23.52 di domenica 26 febbraio Giacomo ha telefonato ai carabinieri spiegando cosa era successo. Si è consegnato. L'arma, un fucile calibro 12, era del padre, tenuta in camera come arma di difesa. Sarebbe stata già carica. Dopo cena l'ennesimo litigio ha avuto epilogo sanguinoso. Il diciottenne avrebbe esploso un primo colpo dal terrazzo verso la campagna, affacciandosi dal balcone. (Guarda le foto) (Guarda le foto) (Guarda le foto) Il babbo è sceso per rendersi conto. Quando è risalito e stava per entrare in casa, dalla porta finestra adiacente sarebbe sbucato fuori Giacomo con l'arma spianata. L'uomo colpito a bruciapelo è stramazzato a terra. La nonna del ragazzo, anziana e in non buone condizioni di salute, che vive nello stesso immobile lungo via dei Procacci, non si sarebbe accorta di nulla. Il ragazzo avrebbe sofferto molto la lunga e tormentata separazione tra i genitori, alternando momenti in cui abitava con l'uno o con l'altra. (leggi) Di recente avrebbe avuto uno screzio anche con la mamma, che nella notte è accorsa a Lucignano dopo essere stata avvisata. A Lucignano grande choc. L'artigiano ucciso viene definito una brava persona, gran lavoratore. Il ragazzo si vedeva poco, taciturno. Ha frequentato l'istituto tecnico a Foiano e altre scuole.