Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Il babbo di Sara: "Giustizia". Uccisa da mix cocaina e oppiacei

Sara aveva 19 anni

Luca Serafini
  • a
  • a
  • a

Il babbo di Sara, morta a 19 anni per overdose, parla al Corriere di Arezzo e chiede giustizia. "Devono pagare", dice dei due tunisini scappati dalla casa dove la ragazza è stata  trovata  cadavere a Cesa in Valdichiana. "Non devono fare male ad altre bambine", dice Azedine, marocchino, dal 1990 in Italia, residente a Sansepolcro. Con la moglie e gli altri due figili maschi vive  nel dolore. Il babbo ricorda l'ultimo abbraccio con Sara, "la mia bambina", prima che andasse incontro alla morte. Sarebbe caduta nella tossicodipendenza anni fa ad Arezzo, dove era stata trasferita dai servizi sociali. Intanto l'autopsia ha confermato la morte in conseguenza dell'uso di stupefacenti: un mix di oppiacei e cocaina. Iaia e Omar, i due magrebini che erano con lei sono ancora irreperibili. Oggi, mercoledì 15 marzo la salma di Sara Smahi torna a Sansepolcro per l'omaggio di parenti, conoscenti e amici. "Poi riposerà in Marocco", dice il babbo. "Siamo musulmani ma davanti a queste cose siamo tutti uguali". E ancora: "Era fragile, aveva bisogno di aiuto, voleva cambiare vita. Ora è in paradiso".   ARTICOLI COMPLETI SUL CORRIERE DI AREZZO IN EDICOLA DEL 15 MARZO