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Oro al nero, i due orafi in carcere non parlano

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Luca Serafini
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Non parlano i due orafi arrestati per gli scambi di oro al nero dalla Guardia di Finanza di Arezzo. (GUARDA IL VIDEO) Proseguono le indagini per capire se esisteva una vera e propria organizzazione. L'aretino A.R., classe 1966, e il franco algerino A.A.D., del 1958, sorpresi dopo lo scambio di gioielli e mezzo milione di euro in contanti, a San Zeno, entrambi nel carcere di Arezzo per riciclaggio con dimensioni transnazionali, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere davanti al gip Giampiero Borraccia, che entro domani, mercoledì 12 aprile, decide sulla convalida e sulla misura cautelare. L'orafo aretino (difeso dagli avvocati Stefano Buricchi e Claudio Virgillo) è tra gli imputati di Fort Knox che hanno presentato richiesta di patteggiamento. Il franco algerino (difeso dall'avvocato Alessandro Serafini) è noto per continui viaggi dalla Francia ad Arezzo. I finanzieri cercano di mettere a fuoco la provenienza dei chili di gioielli e la loro destinazione. Lente d'ingrandimento anche sull'altro versante del blitz, avvenuto a Civitella, con la denuncia di un orafo aretino (D.P. del 1948, difeso dall'avvocato Francesco Molino) e di uno di Valenza Po, dopo lo scambio di lamine di oro senza punzonatura e mezzo milione in contanti. Nelle due operazioni recuperato metallo per 29 chili e contante per oltre un milione.