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Mamma e figlia uccise: investitore commosso, rabbia social e corteo

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Luca Serafini
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Rabbia sui social e corteo di protesta per la sentenza di appello che ha ridotto la pena a Danut Alexe. Il quarantenne che alla guida di un quadriciclo truccato, in stato di  ebbrezza, uccise mamma e figlia che camminavano sul marciapiede a San Leo di Arezzo, è tornato in carcere con un fardello più leggero da scontare:  5 anni  e 2 mesi anziché  9 e 2 mesi. "Lì per lì non  ha capito il dispositivo, poi gli ho spiegato e si è commosso", racconta l'avvocato Capoccia che lo difende. "Sa di avere sbagliato e che deve pagare. Per ora  non  chiediamo i domiciliari". L'avvocato Raffaello  Giorgetti, parte civile per il  marito e babbo, Luca Fiacchini, sottolinea comunque come la sentenza abbia confermato la piena responsabilità dell'Alexe e questo varrà in sede civile per la causa sul risarcimento. Fiacchini, 50 anni, orafo, esterna al Corriere di Arezzo i suoi sentimenti, il dolore e il tentativo di elaborare la tragedia. Spera che i  riflettori si spengano sulla vicenda. "Anche  i nove anni sarebbero stati pochi per il male che mi ha fatto togliendomi Magena e Letizia. Se lo incontrassi? Non so come reagirei". Organizzata spontaneamente una dimostrazione di protesta, un corteo, martedi 2 maggio a San Leo. Tantissime le reazioni di sdegno e rabbia su facebook alla notizia della riforma della sentenza, che il Corriere di Arezzo ha dato per primo. Anche parole di apprezzamento per la dignità e il coraggio di Fiacchini. ARTICOLI SUL CORRIERE DI AREZZO IN EDICOLA DEL 29 APRILE