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Morte di Martina, quella foto. I genitori: "Sciopero? Noi saremo in tribunale"

Bruno Rossi a La7 sul caso Martina

Luca Serafini
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“Noi ci saremo lo stesso”. Babbo Bruno e mamma Franca, da Genova ad Arezzo per l'udienza sul caso di Martina Rossi, la loro figlia morta a 20 anni  (agosto 2011)  a Palma di Maiorca. Due giovani aretini accusati di tentata violenza sessuale di gruppo e morte in conseguenza di altro reato. Lo sciopero degli avvocati farà saltare l'appuntamento davanti al gup Piergiorgio Ponticelli, in programma mercoledì 24 maggio, ma i genitori non intendono rinunciare alla loro presenza. Un gesto che la dice lunga sulla determinazione con  cui hanno fatto riaprire in Italia il caso chiuso forse frettolosamente dalle autorità spagnole. "No, non si è suicidata", ripetono i coniugi Rossi. La mamma scattò anche una foto alla figlia morta nella caduta dal sesto piano dell'hotel, per documentare un ematoma al volto riconducibile, forse, ad un pugno. La tragica immagine è agli atti. Il caso è apertissimo e controverso. Alessandro e Luca respingono le accuse. In caso di condanna, la gravità dei reati potrebbe portarli in carcere. "Ci  auguriamo una nuova data in tempi celeri", dicono i genitori di Martina. "C'è urgenza di verità". ARTICOLO COMPLETO SUL CORRIERE DI AREZZO IN EDICOLA DEL 23 MAGGIO