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Romizi sul Gay Pride: "La civiltà è questa. Non il Carnevale estivo come Back in Time"

Francesco Romizi

Francesca Muzzi
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Francesco Romizi (Arezzo In Comune) sfila in cima al corteo. Il consigliere comunale di opposizione ha una fascia arcobaleno al collo con la spilla del Comune di Arezzo. Una provocazione per rimarcare ancora di più l'assenza dell'amministrazione comunale che non ha voluto essere presente e non ha voluto concedere il patrocinio al Toscana Pride. “Ghinelli aveva detto di voler essere il sindaco di tutti – dice Romizi – e invece con la sua assenza ha dimostrato di non esserlo. Ha fatto una scelta di parte, ha scelto di non esserci e questo secondo me è inconcepibile perché le battaglie di civiltà non sono di parte. Sono di tutti”. Ma c'è di più. “Nella motivazione con cui è stato rigettato il patrocinio – spiega il consigliere di opposizione – si legge che si tratta di una manifestazione divisiva, marginale e marginalizzante. Io invece ho visto soltanto moltissima gente che scattava foto col sorriso senza alcuno scandalo. Oggi in piazza è scesa la civiltà contro il Medioevo e la civiltà per me è questo – lancia la stoccata – non un carnevale estivo come Back In Time”. E se il comportamento del primo cittadino, secondo Romizi, è da condannare sul piano ideologico, lo è anche sul piano pratico. “La manifestazione che il sindaco ha osteggiato – conclude Romizi – ha riempito alberghi e ristoranti. Neanche questo è un bene per la città?”.