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Cibo e protesta migranti, la contesa è sui soldi

Il prefetto Clara Vaccaro

Luca Serafini
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Novità sul caso della protesta di un gruppo di migranti, davanti alla Questura di Arezzo, per la qualità del cibo e la tempistica del pasto serale, che sarebbe troppo anticipato rispetto all'orario del Ramadan. Il prefetto Clara Vaccaro puntualizza che "in quasi tutte le strutture sono gli stessi migranti a cucinarsi i pasti", quindi con facoltà di scegliere l'orario. Il vero problema, emerge dalla conferenza stampa in prefettura, sarebbe che i migranti vorrebbero gestire da sé i soldi destinati agli alimenti e non come avviene adesso di limitarsi a fornire indicazioni. Cosa questa non possibile. Il "contratto di accoglienza", sottolinea il prefetto, prevede che non siano i migranti a gestire da sé le somme. Per loro il borsellino giornaliero è di 2 euro e mezzo a testa. ARTICOLO COMPLETO SUL CORRIERE DI AREZZO IN EDICOLA DEL 21 GIUGNO