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Mamma e figlia uccise, i giudici: "Perché pena dimezzata a investitore"

Luca Serafini
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Mamma e figlia investite e uccise a San Leo di Arezzo, i giudici della Corte d'Appello spiegano nelle motivazioni perché hanno dimezzato la pena a Danut Alexe. Dai 9 anni e 2 mesi inflitti dal gup di Arezzo Ponticelli si è passati, lo scorso aprile, a 5 anni e 2 mesi. Depositato l'atto molto atteso, dopo che il verdetto aveva scatenato delusione e rabbia, con una fiaccolata di protesta. Il 41enne rumeno la sera del 31 gennaio  2016 era alla guida del quadriciclo Ligier, truccato, in stato di ebbrezza alcolica e superava di dieci chilometri orari il limite di 60: gli sfuggì al controllo la minicar che saltò sul marciapiede e si rovesciò per finire contro Magena (Barbara Marzanna Septiem), 51 anni, e Letizia Fiacchini, 10, che camminavano. Morirono entrambe. I giudici fiorentini ribadiscono la gravità delle condotte del rumeno - che si trova in carcere a Sollicciano - ma ritengono eccessiva la pena inflitta in primo grado. Mentre per la parte contravvenzionale per la guida in stato di ebbrezza viene ribadita la decisione di sanzionare l'uomo con un anno e due mesi di arresto, per il delitto dell'omicidio colposo, con la continuazione, l'appello ritiene "eccessiva" la pena comminata ad Arezzo. La corte d'Appello parte da una pena base di 5 anni di reclusione, aumentata di uno per la continuazione, quindi 6, diminuita di un terzo per il rito abbreviato: 4. Il gup di Arezzo era invece partito da ben altra base: 10 anni, divenuti 12 con la continuazione e ridotti di un terzo a 8 per il rito. La discrezionalità dei giudici si muove in base ai paletti del codice con le pene previste da un minimo a un massimo. L'Appello nel dosare la pena tiene conto, pur non concedendo attenuanti, della incensuratezza dell'uomo, del dispiacere espresso fin da subito (in ginocchio davanti al corpo della bambina) e dell'aver collaborato. Per la parte civile, pur prendendo atto della diminuzione della pena, viene riaffermata la responsabilità di Alexe e ora deve corrispondere un adeguato risarcimento. Confermata la provvisionale. Ma l'assicurazione non ha formulato ancora offerte al marito e babbo, Luca Fiacchini, e agli altri familiari. ARTICOLI SUL CORRIERE DI AREZZO IN EDICOLA DEL 5 LUGLIO