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Cani morti di fame nel recinto: guardia giurata nei guai

Luca Serafini
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Una Guardia Giurata di Arezzo è stata raggiunta da un avviso di conclusione indagini per il reato di uccisione di animali. Le indagini condotte dal Comando Stazione Carabinieri di Subbiano risalgono ad agosto quando i militari, a seguito di segnalazione, si recavano presso un terreno di proprietà dell'istituto diocesano nell'immediata periferia di Arezzo dove constatavano la presenza di alcune capanne e recinti in rete elettrosaldata in stato di abbandono. All'interno dell'area, in due distinte gabbie venivano rivenute due carcasse di cane in stato di decomposizione. Immediato l'intervento del servizio veterinario della ASL di Arezzo che accertava trattarsi di due femmine una dogo argentina ''Ira'' e un meticcio ''Macchia'' entrambe morte da mesi per mancanza di acqua e cibo. Il proprietario dei cani, risultato essere un cittadino aretino, guardia giurata, è stato dapprima denunciato per il reato di maltrattamento e uccisione e la Procura, al termine delle indagini avvalendosi del Gruppo ambiente dei Carabinieri Forestali, ha deciso di procedere nei suoi confronti per il reato più grave di uccisione di animali mediante più condotte omissive. In particolare nei confronti del ''reo'' sono stati ravvisati gli estremi della crudeltà e dell'assenza di necessità. Aver lasciato due cani in gabbie completamente chiuse senza alcuna libertà e al tempo stesso senza i nutrimenti essenziali li ha sottoposti a uno stato di lunga agonia che li ha portati alla alla morte senza che ve ne fossero motivi. Aver preso in custodia due cani, che ricordiamo non essere cose ma esseri senzienti, in grado di percepire sofferenze e poi lasciarli in stato di totale abbandono senza libertà e in assenza di cibo e acqua ha portato il loro proprietario a dover ora rispondere del più grave reato di uccisione di animali e rischia una pena da due a quattro anni.