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Partigiano ignoto, nome svelato: ecco la lapide

Luca Serafini
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Ucciso dai fascisti, ignoto per 73 anni, ora il partigiano ha un nome e dopo l'identificazione dei resti le spoglie torneranno nei luoghi d'origine, al nord. La storia è quella di Pietro Montagna, Pierino, e a svelarla è stato l'aretino Roberto Carnesciali con determinazione, acume e anni di impegno. Montagna nel 1944 aveva 19 anni quando a bordo di un treno fu controllato ed emerse che aveva abbandonato l'esercito, ad Arezzo, con l'intento di abbracciare la lotta partigiana. Era diretto verso il Casentino, ma a Giovi lo stop, l' "interrogatorio" a bordo del convoglio e l'uccisione a colpi di pistola. Trucidato. Il corpo fu abbandonato alla stazione e la comunità di Giovi si prese cura della salma. Non si sapeva chi fosse. Per tutto questo tempo, fin dalla prima pietosa sepoltura, il paese lo ha custodito e onorato nel cimitero. "Persone meravigliose, che hanno fatto qualcosa di immenso", dice al Corriere commossa la nipote, Daniela Montagna. Come anticipato a settembre del Corriere di  Arezzo, la soluzione del caso ha trovato conferma nel test del dna, e nei giorni scorsi, per la ricorrenza dei defunti, con l'ufficialità dell'identificazione, è stata posta la lapide con il nome accanto a quella, storica, dell'ignoto di Giovi. Ora, dopo l'ultimo consenso della procura, i resti di Pierino Montagna saranno traslati nell'Oltrepò. A Giovi sarà eretto un monumento.  ARTICOLO SUL CORRIERE DI AREZZO IN EDICOLA DEL 13 NOVEMBRE