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"Soldi delle slot soffiati allo Stato", chiesta condanna per Gelli jr

Luca Serafini
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Soldi delle slot machine soffiati allo Stato grazie ad un software  che truccava le macchinette: chiesti tre anni di reclusione per Raffaello  Gelli, figlio  di Licio, il venerabile che fu capo della P2, deceduto due anni fa, nel processo che lo vede imputato insieme ad altri due aretini per peculato. La sentenza sarà pronunciata il 12 dicembre. La vicenda ha origini a metà degli anni Duemila, quando la Guardia di Finanza scoprì delle irregolarità. Grazie ad un software realizzato a Napoli, i videogiochi erano modificati in modo da tale da nascondere buona parte delle giocate. In questo modo la quota spettante ai Monopoli, il Preu, rimaneva nelle mani dei concessionari della rete di slot. In qualità di incaricati di servizio pubblico, viene contestato il reato di peculato, mentre per le difese, che hanno chiesto l'assoluzione, tutt'al più sarebbe appropriazione indebita (reato prescritto). La cifra sottratta, secondo il pm, si aggira sui 291mila euro. ARTICOLO SUL CORRIERE DI AREZZO IN EDICOLA DEL 16 NOVEMBRE