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"Oro nero", rimangono sequestrate le lamine

Paolo Di Basilio
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Rimangono sotto sequestro le 13 lamine d'oro puro oggetto di una presunta compravendita illecita avvenuta ad inizio aprile tra un orafo di Arezzo, D. P. di 69 anni e uno di Valenza (provincia di Alessandria), L. F. di 38 anni. La Corte di Cassazione nei giorni scorsi ha infatti rigettato i ricorsi presentati dai difensori dei due indagati - denunciati dopo un blitz della Guardia di Finanza per riciclaggio - contro l'ordinanza di riesame del tribunale di Arezzo contro l'ordinanza del gip che aveva disposto il sequestro di 13 lamine di oro puro (per un peso di circa 15 chili) e della somma in contanti di 532.585 euro trovata nel doppio fondo dell'auto dell'orafo aretino e ritenuta il corrispettivo della vendita, da parte dell'altro indagato, delle lamine. L'inchiesta sul giro d'oro che girava lungo la triangolazione Arezzo, Valenza, Arezzo non è ancora conclusa. Le indagini non sono state chiuse. Tuttavia la partita del sequestro è arrivata fino in Cassazione e nei giorni scorsi la seconda sezione presieduta da Piercamillo Davigo ha rigettato i ricorsi presentati dai due indagati. ARTICOLO COMPLETO SUL CORRIERE DI AREZZO DEL 25 NOVEMBRE E NELL'EDICOLA DIGITALE