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Spaccio, sei misure cautelari

Paolo Di Basilio
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Nella mattinata del 4 dicembre ad Arezzo, Talla e Montevarchi sono entrati in azione i carabinieri del reparto operativo e del nucleo investigativo, con il supporto dei militari delle Compagnie di Arezzo, San Giovanni Valdarno e Bibbiena e di una unità cinofila proveniente da Firenze. I carabinieri hanno eseguito alcune ordinanze di misure cautelari firmate dal gip di Arezzo nei confronti di 6 persone (4 in carcere e 2 obbligo di firma) ritenute responsabili di un giro di spaccio. I 6 si sono si sono aggiunti ad altre 5 persone arrestate sul fatto durante l'attività investigativa. L'indagine è stata avviata nel febbraio del 2017 ed ha consentito di scoprire la presunta attività di spaccio di un gruppo di albanesi e italiani che avevano avviato nell'aretino un fiorente giro di cocaina e marijuana. L'organizzatore, secondo i carabinieri, era un albanese che aveva già un obbligo di soggiorno. Proprio perché limitato nei movimenti aveva organizzato una rete di albanesi che, attraverso utenze telefoniche di comodo intestate a persone inesistenti,  ricevevano gli ordinativi di droga. Gli albanesi, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, avevano una clientela selezionato (imprenditori, commercianti, professionisti) che voleva solo cocaina di prima qualità che veniva consegnata a domicilio a 60 euro a dose. Le conversazioni telefoniche del gruppo di albanesi sono state intercettate per settimane. Gli spacciatori utilizzavano termini criptici e bollavano le forze dell'ordine come "animalacci". LE VOCI DELLO SPACCIO (Guarda il video) Il territorio era ben diviso tra i vari componenti del gruppo: alcuni rivendevano la droga solo ad Arezzo, altri avevano il monopolio della Valdichiana mentre altri gestivano la zona del Casentino basso, mentre la zona alta del Casentino era gestita da un italiano che rivendeva la droga acquistata dal gruppo di albanesi. Durante le indagini sono state documentate circa 500 cessioni di droga.