Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Bruciò e uccise la compagna, pena soft perché usò poco alcol: caso in Cassazione

Luca Serafini
  • a
  • a
  • a

Dette fuoco alla compagna che morì per le ustioni, arriva in Cassazione il caso di Maria, un femminicidio di serie b. La donna rumena venne uccisa da Gurean Benoni nel 2014 ad Arezzo. L'uomo era stato condannato a 14 anni con rito abbreviato per omicidio volontario, poi ridotti a 10 in appello con la riqualificazione del reato in preterintenzionale. Per i giudici non voleva uccidere la donna (deceduta a distanza di giorni per la gravità delle ustioni) in base, tra l'altro, al quantitativo di alcol usato per bruciarla. La bottiglia spruzzata sul corpo venne trovata dagli inquirenti piena per metà e questo ha fatto ritenere alla corte che il Benoni volesse limitarsi a procurarle delle lesioni. La procura generale, che invece aveva chiesto perfino di inasprire la condanna a 16 anni, ha impugnato la sentenza. Il caso approda davanti alla Suprema Corte il primo marzo. Il delitto avvenne nei pressi di una tenda allestita dalla coppia in via Duccio, alla immediata periferia della città. Prima del tragico epilogo una donna aveva visto l'uomo strattonare Maria in modo violento e chiamò le forze dell'ordine che, giunte in zona, non trovarono i due. Poi, ridotta a torcia umana, la donna corse a chiedere aiuto in via Mecenate. ARTICOLO SUL CORRIERE DI AREZZO IN EDICOLA E ON LINE DEL 21 FEBBRAIO