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Stupro sulla moglie: 93 fucili in casa, perizia balistica e grido dal carcere

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Luca Serafini
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L'uomo arrestato dai carabinieri di Cortona con l'accusa di aver stuprato la moglie sorpresa con un altro in auto, aveva 93 armi da fuoco in casa. Sono state sequestrate nel corso della perquisizione. Un arsenale, che però secondo l'avvocato difensore, Domenico Nucci, è la collezione del padre deceduto, appartenente all'Arma. Il materiale si trovava nell'abitazione dove il 37enne abita dopo la separazione. La procura ha comunque disposto la perizia balistica sulla pistola a forma di penna che l'uomo aveva come arma personale. Dovrà essere verificata nella funzionalità, nella pericolosità e classificata se regolare o clandestina. Tra i reati che hanno spedito in carcere il maestro di karate c'è anche il possesso di armi da fuoco. La questione centrale è la violenza sessuale sulla donna, 27 anni, che sarebbe avvenuta per l'accusa come atto di vendetta per il tradimento. Il 37enne ripete dal carcere che si trattò di congiungimento consensuale e l'avvocato sottolinea: "impossibile che sia andata diversamente". E aggiunge che anche la donna è istruttrice di karate. A giorni l'istanza per ottenere i domiciliari. Dal carcere di Terni dove si trova rinchiuso, il 37enne lamenta di non aver potuto più vedere i figli con i quali permaneva un buon legame nonostante la separazione. "Il mio assistito sostiene di non aver sbagliato, ma se avesse sbagliato non ne devono pagare le conseguenze i figli", aggiunge l'avvocato. ARTICOLO SUL CORRIERE DI AREZZO IN EDICOLA E ON LINE DEL 15 GIUGNO