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Crollo diga Montedoglio, pm chiede condanne a 8 e 16 mesi per imputati

Luca Serafini
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Crollo alla diga di Montedoglio, il pm chiede la condanna per i due imputati: 16 mesi per l'ingegner Stefano Cola, che era direttore dei lavori, e 8 mesi per Diego Zurli ex direttore dell'Ente acque umbro toscane. L'accusa è di disastro colposo. La sentenza probabilmente non ci sarà oggi per consentire le repliche in una prossima udienza. Dopo la requisitoria del pm Luigi Niccaci, parola agli avvocati delle parti civili, del responsabile civile (Ente acque umbro toscano) con l'avvocato Luca Fanfani e degli imputati, assistiti dall'avvocato Piero Melani Graverini. Per la difesa le responsabilità sono da ricercare indietro nel tempo, nel 1980, quando vennero costruiti i tre conci che il 29 dicembre 2010 si sbriciolarono: il cedimento provocò una grande piena del Tevere, per fortuna senza conseguenze alle persone. Il proprietario di un terreno allagato ha chiesto un risarcimento di 40 mila euro.  L'azione corrosiva dell'acqua fece cedere il concio in calcestruzzo, che non era saldato bene nelle sue parti, sotto la pressione dell'acqua durante la fase di collaudo e su questo pare non ci siano dubbi. Ma sulle responsabilità (per la difesa anteriori all'operatività dei due imputati) si è battagliato nel processo. Agli imputati viene contestato di non aver sufficientemente vigilato, sottovalutando certi ammaloramenti.