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Morto folgorato, i due dubbi da sciogliere. Cinque indagati

Luca Serafini
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Morto folgorato sul lavoro, sono due i dubbi da sciogliere da parte della magistratura di Arezzo che indaga sulla tragedia di Monte San Savino costata la vita a Marco Del Cimmuto, 33 anni. Cinque gli avvisi di garanzia inviati a rappresentanti della ditta per la quale lavorava, la Asla srl, al responsabile per la sicurezza e al preposto (il caposquadra). Il primo interrogativo è se fosse regolare la distanza tra il camion e i cavi della media tensione: deve infatti essere seguita una precisa indicazione quando si compiono manovre come quella. I tre dipendenti della ditta scaricavano pali di metallo da sostituire, l'indomani, nella linea nei pressi delle Vertighe. Uno dei sostegni ha toccato i fili e la scarica da 15 mila volts ha fulminato Del Cimmuto, che in quel momento toccava con le mani il palo. E il secondo dubbio riguarda appunto il funzionamento dell'imbracatura: se cioè il palo fosse ben agganciato alla gru del camion della ditta. Pare che oscillasse e che l'operaio volesse trattenerlo. Oggi a Siena autopsia sulla salma del 33enne abruzzese, disposta dal pm Andrea Claudiani. Un atto tecnico per il quale necessitava informare le persone che ricoprono ruoli di responsabilità. Ipotesi di reato l'omicidio colposo. Dopo il nulla osta della procura, il rientro della salma a Pescocostanzo in provincia dell'Aquila per i funerali. La famiglia ha autorizzato la donazione degli organi. La ditta Asla srl lavorava nell'Aretino per il Consorzio Italwork, che opera in appalto per Enel. Intanto il sindacato grida: più sicurezza. Sembrano fallire tutti gli sforzi compiuti a vari livelli. Quarto morto sul lavoro in provincia di Arezzo nel 2018. L'Asl: irregolare un cantiere su cinque controllato nel 2017. ARTICOLO SUL CORRIERE DI AREZZO IN EDICOLA E ON LINE DEL 23 AGOSTO