Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Donna ha malore in A1, poliziotti si prendono cura dei figli

Luca Serafini
  • a
  • a
  • a

E' finita bene la disavventura capitata a una donna di 42 anni che ha avvertito un malore mentre di notte percorreva l'A/1 con i suoi bimbi a bordo, di 7 e 8 anni. Lei, originaria di Nocera Inferiore (SA) ma residente vicino Verona, si è fermata, alla guida di una Renault, presso l'area di servizio di Badia Al Pino, dicendo al benzinaio che stava male. A quel punto sono scattati i soccorsi e sul posto sono giunti subito un'ambulanza del 118 e una pattuglia della Sottosezione di Battifolle. La donna era preoccupata per i bimbi piccoli che non voleva lasciare soli. Con cautela è stata accompagnata in bagno, ma lì ha perso l'equilibrio cascando per terra e, a quel punto, è stata condotta d'urgenza presso l'Ospedale San Donato di Arezzo. Prima di partire i poliziotti le hanno promesso che ci avrebbero pensato loro a distrarre i figli e a farli sentire proprio come a casa. E così è stato, tant'è che gli agenti hanno iniziato a giocare con i bambini a guardie e ladri e, per creare l'ambiente adatto, li hanno fatti salire sulla macchina della Polizia facendogli vedere tutti i pulsanti sul cruscotto, compresi quelli dei lampeggianti e della sirena. Una volta giunti in caserma, i giochi sono proseguiti con un altro poliziotto, che non ha ancora figli ma che gli piacciono da morire. Lui, che sapeva dell'imminente arrivo dei due bimbi, si è fatto trovare pronto con dei fogli di carta, su cui loro hanno disegnato e colorato, divertendosi pure a stamparci sopra una montagna di timbri in dotazione alla Stradale. Nell'attesa che giungesse il loro babbo, che si trovava fuori per lavoro, la distrazione è proseguita con la visione di tanti cartoni animati alla televisione. All'alba è terminato tutto, quando in caserma si sono presentati insieme la madre e il padre per poter finalmente riabbracciare i figli. Nulla di grave per la donna, che aveva accusato solo una congestione alimentare. Per i bimbi, sicuramente il dispiacere di vedere la madre in ambulanza, ma anche il ricordo dei volti di quei poliziotti, con i quali hanno trascorso qualche ora a giocare.