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Morto a 20 anni sul lavoro, fu colpa del telefonino non del babbo

Luca Serafini
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E' morto sul lavoro a venti anni, schiacciato da un abete che stava abbattendo con il babbo. Per la tragica fine di Gabriele Casi, nei boschi di Catenaia, un anno fa, il gip di Arezzo Fabio Lombardo ha archiviato la posizione del babbo, Sauro, datore di lavoro del figlio, di Caprese Michelangelo. E' emerso che non ci furono sue responsabilità nella tragedia. Il giovane scese di sua iniziativa dal trattore e si mise in un punto pericoloso, nel perimetro dove non doveva stare, per scambiare dei messaggi con l'amica. Il tronco dell'albero tirato giù con il verricello agganciato al mezzo, cadde proprio dove si trovava Gabriele. Il pm Marco Dioni, sentito in interrogatorio il babbo, ha chiesto l'archiviazione e il giudice ha acconsentito. Non ci sarà nessun processo per l'uomo, già duramente provato dalla pena di aver visto il figlio morire davanti ai suoi occhi. I soccorsi arrivarono ma fu tutto vano. ARTICOLO SUL CORRIERE DI AREZZO IN EDICOLA E ON LINE DEL 23 SETTEMBRE