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Tragedia dell'Archivio, possibili altri indagati

L'abbraccio delle vedove

Luca Serafini
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Una settimana fa ad Arezzo la tragedia all'Archivio di Stato: due impiegati morti, asfissiati dall'argon fuoriuscito dall'impianto anti incendio di cui è dotato l'archivio. Un impianto che risale ai primi anni Duemila, in manutenzione da parte della ditta Remas dal 2013 e revisionato a giugno 2018. Piero Bruni e Filippo Bagni, 59 e 55 anni, erano scesi dall'ufficio giù per le scale nell'angusto locale tecnico che ospita la centralina e le bombole di argon dopo che era scattato l'allarme. Non c'era più ossigeno nel piccolo stanzino e sono crollati a terra: una morte rapida. Inutili i soccorsi lanciati dal terzo dipendente, che è riuscito a salvarsi. Dopo i primi cinque avvisi di garanzia, possibile l'iscrizione di altre persone nel registro degli indagati aperto dal pm Laura Taddei con ipotesi di reato l'omicidio colposo plurimo. Si attende la relazione finale del Pisll, dipartimento di prevenzione igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro, che sta facendo luce sia sugli aspetti tecnici che della valutazione del rischio nell'ufficio statale, e della formazione dei lavoratori. Dubbi sulle caratteristiche del sistema e sulla consapevolezza dei lavoratori del rischio argon. Dopo l'autopsia, il magistrato attende dunque prima di affidare l'incarico di una consulenza tecnica a esperti, proprio perché il numero delle persone sottoposte a indagine sia completo e ognuno possa nominare i propri consulenti di fiducia. Per ora indagati sono il direttore dell'Archivio, il titolare di Remas che curava la manutenzione, il tecnico che a giugno ha fatto l'ultima revisione, due consulenti di una ditta che ha curato i piani di sicurezza. Intanto si sono svolti i funerali dei due impiegati, con il toccante abbraccio delle due vedove. Grande compostezza. Ricordi e preghiere. Il sindacato ha dato vita ad un presidio davanti all'Archivio di Stato, in piazza del Commissario. Ora si cerca la verità e le eventuali responsabilità. Sarà un cammino lungo e tortuoso. ARTICOLI SUL CORRIERE DI AREZZO IN EDICOLA E ON LINE DEL 27 SETTEMBRE