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Uccisi dal gas all'Archivio, esperto informatico studia centralina impianto

Luca Serafini
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Impiegati morti asfissiati all'Archivio di Stato, la procura di Arezzo affida una prima consulenza. Allo studio per ora c'è la centralina dell'impianto anti incendio che ha sprigionato il gas argon, responsabile della morte di Piero Bruni e Filippo Bagni. Non si chiama perizia, tantomeno superperizia, come erroneamente viene definita, ma "consulenza tecnica", e altre probabilmente ce ne saranno. Si tratta di accertamenti tecnici disposti dalla procura, con il pm Laura Taddei impegnata a far luce sulla tragedia. L'esperto che venerdì 5 ottobre sarà nominato ufficialmente è Venerino Lo Cicero di Momtemurlo (Prato): deve decriptare il contenuto del computer che gestiva il sistema entrato in funzione senza che ci fosse un incendio, e rilasciando il gas argon, in quantità eccessiva, nella camera tecnica e non nei locali dove sono custoditi i preziosi documenti dell'archivio. Il dispositivo racchiude la memoria degli eventi avvenuti fino a quel terribile giovedì 20 settembre. Elementi di conoscenza importanti per capire quante volte fosse già scattato l'impianto anti incendio, per quale motivo e cosa accadde di preciso quella mattina. Per ora restano cinque le persone indagate per omicidio colposo plurimo: il direttore dell'Archivio, il responsabile della ditta che svolgeva la manutenzione dell'impianto, il tecnico che a giugno effettuò l'ultima revisione e due consulenti che avevano seguito i piani di sicurezza nell'ufficio che dipende dal Ministero dei beni culturali.