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Allarme archivio rientrato, niente gas ma tanti dubbi

Luca Serafini
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Mentre si cerca di accertare la verità sulla morte degli impiegati dell'Archivio di Stato, uccisi dall'argon nei locali del palazzo di piazza del Commissario, ad Arezzo, l'impianto anti incendio va di nuovo in tilt. Oggi, domenica 7 ottobre, ha suonato dalle 12.55 alle 14.18. Esito negativo, all'interno: né principi di incendio né, stavolta, fuoriuscita del gas che toglie l'ossigeno. I vigili del fuoco hanno operato con cura e attenzione ispezionando tutti gli ambienti, compresa la camera tecnica che ospita la centralina, dove il 20 settembre scorso sono entrati gli archivisti Piero Bruni e Filippo Bagni, ed hanno perso la vita. L'inchiesta della procura ha per ora visto l'iscrizione nel registro degli indagati di cinque persone e il cammino per l'accertamento della verità di preannuncia lungo. Il suono dell'allarme e il movimento dei vigili del fuoco, della polizia e dei carabinieri, ha suscitato curiosità e anche preoccupazione tra la folla che popolava il centro storico per la Fiera Antiquaria.  Una consulenza tecnica dovrà appurare il perché del malfunzionamento dell'impianto e le eventuali responsabilità. Perché scatta l'allarme così di frequente e perché quel giorno i due impiegati furono sorpresi dalla fuoriuscita di gaso. Sul posto è accorso anche il direttore dell'Archivio di Stato, Saviotti, che come atto di garanzia è stato raggiunto dall'avviso, insieme al responsabile della ditta che cura la manutenzione, al tecnico che ha effettuato l'ultima revisione e ai due consulenti che hanno curato i piani di sicurezza.