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Morti in Archivio, 10 indagati. Tre esperti: c'è ingegnere che studiò crollo Montedoglio

Luca Serafini
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Impiegati morti per esalazione di argon all'Archivio di Stato di Arezzo, tra gli esperti nominati per la super consulenza tecnica che dovrà chiarire le cause della tragedia, c'è l'ingegnere milanese Antonio Turco che svolse accertamenti, sempre per la Procura di Arezzo, sul crollo alla diga di Montedoglio avvenuto nel 2010. L'ingegnere ha anche ricevuto incarichi per le anomalie sulla E45. Insieme a lui, incaricati di individuare le cause della sciagura costata la vita a Piero Bruni e Filippo Bagni, il 20 settembre scorso, ci sono  gli ingegneri Luca Fiorentino e Luca Marmo, milanesi, esperti forensi che si sono occupati di vicende importanti come la tragedia alla Thyssenkrupp di Torino e il naufragio Norman.  Intanto, il numero degli indagati iscritto dal pm Laura Taddei nel fascicolo per omicidio colposo plurimo, è salito a dieci. Sono stati inviati come atto di garanzia (non significano affatto responsabilità accertate) altri cinque avvisi: agli aretini Andrea Gori, geometra e Simone Morelli, riconducibili agli aspetti tecnici della vicenda, Marino Frasca di Roma  Renato Concordia di Nepi e Andrea Pierdominici di Ravenna. Erano già indagati il direttore dell'archivio di stato Claudio Saviotti, Maurizio Morelli amministratore della ditta che aveva in mano la manutenzione dell'impianto, Gianfranco Conti che eseguì l'ultima manutenzione dell'impianto a giugno e tre consulenti che avevano seguito i piani di sicurezza: Monica Scirpa e Alessio Vannaroni. L'inchiesta deve stabilire le cause e le responsabilità del malfunzionamento dell'impianto anti incendio dell'archivio di stato di Arezzo. Perché quel giovedì mattina era scattato l'allarme senza principio di incendio, perché ci fu fuoriuscita di argon nello stanzino della centralina, perché in quelle quantità eccessive tali da saturare l'ambiente e rendere l'aria irrespirabile.