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Stadio Comunale vietato ai disabili: "Chiusi in gabbia"

Francesca Muzzi
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Chiusi in gabbia, relegati in Curva, in pericolo a bordo campo. Non c'è pace per i disabili allo stadio Comunale. Ogni domenica la stessa storia. Praticamente non si trova un posto per loro e quando sotto il diluvio di acqua e vento, durante Arezzo-Albissola, un vigile del fuoco si è tolto la giacca per darla ad un uomo in carrozzella, la sorella Antonella, non ci ha visto più. Tanta rabbia per quanto il gesto del pompiere sia stato bello e caritatevole. “Ma una soluzione ci deve pur essere”, chiede. La storia non è di ora e va avanti praticamente da sempre. Antonella accompagna il fratello Nicola, paralizzato dall'età di quattro anni, oggi ne ha più di cinquanta, da quando c'era il presidente Terziani e poi con Graziani, Mancini e via discorrendo fino ad oggi con il presidente La Cava al quale, Antonella, chiede semplicemente di: “ridare un po' di dignità a queste persone”. “La scorsa stagione - dice Antonella - ci avevano messo in curva, ma con la carrozzina è pericoloso. Tanto che eravamo circondati da tre stewart”. “Da quest'anno siamo tornati quasi a bordo campo. Siamo protetti da una rete per evitare di prendere qualche pallonata, ma sembra di stare in gabbia. Domenica poi è successo di tutto. La parte dove siamo messi non è protetta e quando il tempo è cambiato ed ha iniziato a tirare il vento e a piovere, non sapevo dove portare mio fratello. Un vigile del fuoco gentilmente si è tolto la giacca e lo ha coperto. Ma è in quel momento che mi sono presi i nervi. Veniamo allo stadio da quarant'anni e alla fine non c'è mai stato un posto per queste persone disabili e tifosi dell'Arezzo”.  ARTICOLO SUL CORRIERE IN EDICOLA IL 23 OTTOBRE 2018