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Morto sotto camion rifiuti, verso raffica di indagati

Luca Serafini
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Morto sul lavoro schiacciato dal camion dei rifiuti, verso una raffica di avvisi di garanzia. La tragica fine di Giancarlo Andreoni sembra che non sia addebitabile solo a distrazioni e fatalità, ma dai primi sopralluoghi sembrano emergere deficit di sicurezza nell'area del compattatore di Sei Toscana, a Camucia, teatro dell'incidente. Buio, spazi stretti, segnaletica non adeguata sono gli aspetti su cui si incentra l'inchiesta condotta dal pm Angela Masiello. Si procede per omicidio colposo. Solo dopo aver fatto un quadro preciso dei ruoli e delle competenze e delle criticità, saranno inviati gli avvisi anche in vista di perizie. Area sotto sequestro, come il camion, per verificare anche il funzionamento del dispositivo acustico di sicurezza. Anche il rumore presente nel luogo di lavoro può aver influito. Quanto al fatto che la vittima fosse distratto dal telefonino, è ancora da accertare. Di sicuro era in piedi nel punto dove l'altro facendo manovra lo ha centrato, non avendolo visto. Andreoni, 56 anni, lavorava per la cooperativa Futura che opera in appalto per Sei. Il conducente del mezzo che lo ha investito è della cooperativa Betadue. Entrambi erano sul posto con due compagni di lavoro. I testimoni vengono verbalizzati. Al vaglio anche i piani di sicurezza e la formazione dei dipendenti. Eseguita l'ispezione cadaverica sul corpo dell'uomo di Arezzo, la cui salma si trova alla Croce Bianca, associazione di cui era volontario attivo. Si attende il nulla osta per i funerali, che giungerà probabilmente lunedì. Esequie ancora da fissare. ARTICOLO SUL CORRIERE DI AREZZO IN EDICOLA E ON LINE DEL 28 OTTOBRE