Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Finta rapina al bar, lo spray gioca uno scherzetto agli autori: due denunce

Luca Serafini
  • a
  • a
  • a

Spray sulle telecamere si scioglie e gioca uno scherzetto agli autori della rapina al bar. Che era un bluff. Simulata. Organizzata dalla donna che gestiva il bar e che apparentemente sembrava la vittima di un assalto alla arancia meccanica (ma lei nega con decisione). A questa conclusione è giunta la Squadra Mobile della Questura di Arezzo, guidata dal dottor Francesco Morselli, che ha svolto indagini sull'episodio avvenuto nelle scorse settimane al bar La Rosa dei Venti di Arezzo, in via Romana. La barista è stata denunciata per i reati simulazione di reato, furto aggravato in concorso e calunnia, insieme con un cittadino bolognese di 43 anni domiciliato ad Arezzo, che è stato denunciato per furto aggravato e simulazione di reato in concorso. Primo elemento non convincente, la telefonata al 113 verso le 4 della notte. Il modo di esprimersi della donna che chiedeva aiuto, afferma la polizia, non era convincente. All'arrivo della Volante, era legata e imbavagliata e con le mani legate dietro la schiena. Le sei slot del bar erano state forzate e le due telecamere del bar oscurate con spray nero. I soldi dentro la cassa e dentro il portafogli della donna non erano stati rubati. La donna disse di essere stata presa a schiaffi: fu medicata portata al pronto soccorso e dimessa senza prognosi. Raccontò ai poliziotti di due banditi: uno che l'aveva presa di peso e portata nella cucina, legata e imbavagliata. Erano le 2 e lei era intenta a pulire il locale anche in vista della cessazione imminente dell'attività. L'altro bandito si sarebbe occupato della razzia alle slot. Non prelevati però i soldi in cassa e nel portafoglio. La donna aveva riferito che i rapinatori, mascherati, avevano un accento dell'Est Europa. Decisive le immagini: anche se le telecamere erano state annerite con l'uso di una bomboletta spray i malviventi non si erano resi conto che la vernice era colata giù poco dopo, liberando l'obiettivo e permettendo di fatto la ripresa di quanto era successo. La donna, che si è poi accorta di questa circostanza, vedendo che i poliziotti erano sulle tracce di un uomo e di una donna che apparivano dalle immagini come gli autori della rapina, ha riconosciuto nell'uomo il soggetto che poi è risultato effettivamente prendere parte al furto ed ha indicato nella donna una giovane cliente che è solita frequentare il bar, in realtà non coinvolta nella vicenda. L'attività successiva degli investigatori ha permesso nel giro di 24 ore di ricostruire compitamente l'accaduto ed identificare l'uomo, un bolognese di 43 anni, che negli Uffici della Questura ha dichiarato di aver pianificato la rapina con la barista consegnando spontaneamente, durante la perquisizione condotta a suo carico, gli attrezzi usati per lo scasso delle slot. La donna, anch'essa nel frattempo sottoposta a perquisizione, ha permesso il ritrovamento di 1639,50 euro in monetine che aveva poco prima in parte buttato nella spazzatura ed in parte rimesso nel cambia monete del bar. La donna, che è stata immortalata dalle telecamere mentre interagisce tranquillamente con il proprio aggressore, ed ancora mentre lo aiuta a coprire con un paravento le slot machine dalla vista di coloro che fossero passati vicino al bar, continua a sostenere di essere stata vittima di una violenza e di non aver preso parte alla finta rapina. “L'uomo mi ha minacciata e mi ha costretto a non rivelare nulla alla Polizia” ha verbalizzato in Questura, aggiungendo “il rapinatore mi ha costretto a tenere in custodia i soldi e mi ha detto di riferire che erano stati malviventi dell'est.” La refurtiva recuperata dagli investigatori, trovata tutta nella disponibilità della donna, ammonta a euro 1639,50 in monetine da uno e due euro. Sono in corso ulteriori attività investigative per il recupero della restante somma che ammonta a euro 1980,00.