Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Cantarelli in affitto, bando dei curatori: due manifestazioni d'interesse

default_image

Luca Serafini
  • a
  • a
  • a

Cantarelli in affitto per un anno, poi la vendita. A chi offre di più e di meglio per far ripartire l'attività dell'azienda dichiarata fallita dal tribunale di Arezzo il 16 maggio 2018. Questa la decisione dei curatori fallimentari Salvatore Sanzo e Lucia Stefani. Due le manifestazioni di interesse, si apre una gara anche aperta ad altri. Il bando sarà pubblicato nei prossimi giorni. Intanto per i circa duecento dipendenti che con il default dell'azienda della moda hanno perso il posto di lavoro, sono scattati gli ammortizzatori sociali (Naspi per due anni) e in diversi casi hanno trovato impiego, anche se a tempo determinato, in altre realtà del manifatturiero. Un disastro occupazionale da rimarginare. L'operazione che i curatori ora lanciano - con l'avallo del tribunale che ha dato l'ok - tenta di ridare continuità alla Cantarelli, nome di prestigio della moda per uomo, e nello stesso tempo ridare occupazione ad una parte di addetti. Non sarà facile riaccendere una fabbrica spenta. Anche se la manodopera è di livello molto qualificato. Obiettivo di Sanzo e Stefani: concedere Cantarelli in affitto entro la fine dell'anno o a inizio 2019. Vedremo se davvero il mercato risponderà al bando dopo che nella fase precedente nessuno dei grandi operatori della moda si era fatto avanti. I curatori hanno registrato interessi, ma pare che le attenzioni siano soprattutto sul versante commerciale. Il marchio è appetibile. Tuttavia si tenta di collocare tutto il complesso industriale: fabbrica di Terontola, macchinari, attività, magazzino, marchio, attingendo appunto alle ex maestranze. Dei due soggetti imprenditoriali interessati per ora si sa solo che sono italiani.  Nei prossimi giorni la pubblicazione del bando. Intanto fissate per fine novembre e fine gennaio le udienze per la formazione dello stato passivo nel quadro della procedura di fallimento. Il default fu di oltre 50 milioni. ARTICOLO SUL CORRIERE DI AREZZO IN EDICOLA E ON LINE DEL 14 NOVEMBRE