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Avvocati penalisti si astengono da udienze

Luca Serafini
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Anche ad Arezzo avvocati penalisti in astensione. E oggi la Camera Penale di Arezzo partecipa alla manifestazione nazionale al teatro Manzoni di Roma. L'avvocato Antonio Bonacci, presidente della Camera Penale di Arezzo, espone le motivazioni alla base dell'iniziativa, che in questi giorni ha avuto conseguenze sull'attività a palazzo di giustizia, con molti processi slittati ad altra data. “In questi quattro giorni di astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria vogliamo chiamare a raccolta la comunità dei giuristi, la cultura, la politica e l'informazione a difesa dei diritti della persona riconosciuti dalla Costituzione e contro la restaurazione giustizialista del processo penale”. Il riferimento è alle scelte del governo in materia di giustizia. Ci spieghi i motivi di questa preoccupazione. “Il processo penale - prosegue Bonacci - non è il luogo popolato di colpevoli in attesa di essere condannati o altrimenti di farla franca grazie ai cavilli degli azzeccagarbugli. E' il rito pubblico e solenne mediante il quale il giudice verifica la fondatezza o meno di una accusa formulata nei confronti di un imputato che si presume innocente”. Il tema scottante è quello della prescrizione. “L'imputato ha il diritto che il giudice pronunci la sentenza in un tempo ragionevole e definito, come stabilito dall'articolo 111 della Costituzione. Solo una concezione disumana della persona e un'idea incivile del processo penale possono generare il processo infinito che oltraggia e pregiudica i diritti più elementari dell'imputato e delle persone offese”. “E' inaccettabile l- conclude il presidente della Camera Penale di Arezzo - a pretesa di intervenire sulla eccessiva durata dei processi comprimendo i diritti di difesa e le forme di acquisizione della prova in contraddittorio tra le parti, lasciando invece intatta la signoria dei pubblici ministeri sulla durata delle indagini. E' contraddittoria la pretesa di accorciare i tempi del processo e al tempo stesso demolire l'efficacia dei riti alternativi al dibattimento. Nessun governo può affrontare una materia così complessa con emendamenti dell'ultim'ora o improvvisando riforme ‘epocali' senza alcun confronto serio con la comunità dei giuristi. Aggiungo che buona parte della Magistratura condivide in pieno le nostre critiche e i rilievi al provvedimento governativo”.