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Operaio rubava oro con la bocca: confessa e torna in libertà

Luca Serafini
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L'operaio che rubava oro in ditta nascondendo lamine in bocca, ha confessato ed è stato rimesso in libertà dal giudice monocratico Claudio Lara. L'uomo, 50 anni, che vive alla periferia di Arezzo, sposato e con figli, bloccato all'uscita della fabbrica con il metallo prezioso sotto la lingua, ha ammesso anche i precedenti "prelievi". Oltre al tentato furto di giovedì 22 novembre, gli è contestato il furto aggravato e continuato. In casa i carabinieri della stazione di Arezzo gli hanno trovato oro per circa 900 grammi di semilavorato. Al termine dell'udienza di convalida dell'arresto, con pm Bernardo Albergotti (titolare del fascicolo il sostituto procuratore Marco Dioni), l'uomo è stato scarcerato in attesa dell'udienza in programma il 3 dicembre. Nessuna misura, ha stabilito il giudice, in considerazione dell'ampia confessione resa. Il caso si è verificato in una ditta di preziosi di via Madame Curie nella zona produttiva di Arezzo. Gli ammanchi di oro andavano avanti da tempo e la cosa stava creando problemi alla ditta. Dopo la segnalazione dell'amministratore ai carabinieri, è partita l'indagine. I sospetti si sono concentrati sul cinquantenne, che riusciva a farla franca grazie allo stratagemma dei pezzi di metallo in bocca. Evidentemente il metal detector non puntava alla bocca. Ma l'altro ieri il controllo è stato più approfondito e il dipendente infedele è stato scoperto. In casa aveva oro, bilancino di precisione e soldi in contanti, oltre ad appunti con la cronologia de furti.