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Morto sotto camion dei rifiuti, indagati direttore Sei e altri cinque

Luca Serafini
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Operaio schiacciato dal camion dei rifiuti, sei persone indagate dalla procura di Arezzo. Sono il direttore generale di Sei Toscana, Alfredo Rosini, e altri cinque: i responsabili di tre cooperative, del consorzio al quale si riferiscono e il conducente del camion. Giancarlo Andreoni, 56 anni, venne urtato dal mezzo in manovra che aveva appena scaricato i rifiuti nel compattatore di Sei, a Camucia, dove vengono conferiti i rifiuti raccolti nei bidoni del territorio. I dubbi dell'inchiesta condotta dal pm Angela Masiello (ipotesi di reato omicidio colposo) riguardano l'idoneità e i livelli di sicurezza dell'area utilizzata da Sei per lo stoccaggio temporaneo (angusta e strutturata in modo tale da rendere necessarie manovre rischiose) e le caratteristiche del camion. Pare che non funzionassero bene i dispositivi di sicurezza come il cicalino sonoro che avverte quando il mezzo è in manovra. Al vaglio anche i piani di sicurezza e la formazione degli operatori. (Guarda le foto) Andreoni quella sera, a fine turno, era in piedi nel piazzale. Risulta che era impegnato con il telefonino. Il camionista che effettuava la manovra non lo vide e accidentalmente lo urtò in retromarcia. Oscurità e rumore furono altre concause, ma la procura vuol capire se la tragedia è frutto del caso, una fatalità, oppure se vi sono responsabilità (omissioni, negligenze, imperizie) da perseguire penalmente. Per questo domani, viene conferito ad un ingegnere di Viterbo, esperto in incidenti, l'incarico di ricostruire con esattezza quanto accaduto e far luce su efficienza del mezzo e idoneità dell'area di lavoro. Per questo il pm Masiello ha inviato gli avvisi di garanzia alle parti, come atto di tutela in questa fase preliminare di indagini. Giancarlo Andreoni era molto conosciuto ad Arezzo. Prima aveva lavorato nel negozio di frutta e verdura in città, poi aveva trovato occupazione in una delle cooperative che lavorano per conto di Sei Toscana. Era volontario attivo della Croce Bianca e anche quel giorno, al mattino, aveva svolto un servizio di assistenza. ARTICOLO SUL CORRIERE DI AREZZO IN EDICOLA E ON LINE DEL 5 DICEMBRE