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Uccise mamma e figlia, rifiuta semilibertà: "Io in cella fino all'ultimo"

Luca Serafini
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Ubriaco al volante ha travolto e ucciso mamma e figlia: in carcere dal 31 gennaio 2016, l'investitore rifiuta la semilibertà. "Devo e voglio scontare la pena fino all'ultimo giorno". Alexe Danut, il 42enne rumeno che a San Leo di Arezzo travolse Marzanna Spetiem e la figlia Letizia Fiacchini, 51 e 10 anni, che camminavano sul marciapiede, con un quadriciclo truccato lanciato a folle velocità, ha deciso di non fare istanza per i benefici che potrebbe ricevere. La pena a lui inflitta in appello - 5 anni e due mesi - è già stata al centro di vivaci proteste. I giudici fiorentini nel 2017 cancellarono infatti con un colpo di spugna quattro anni inflitti in primo grado dal giudice di Arezzo che aveva comminato 9 anni e due mesi all'investitore. La diversa gradazione della pena suscitò indignazione. L'uomo è rinchiuso nel carcere di Sollicciano. L'avvocato Carmen Capoccia che lo difende dice che il suo assistito ha piena consapevolezza dell'errore commesso e della gravità di quanto provocato. Per questo intende rimanere fino all'ultimo giorno in cella. Incolmabile il vuoto per Luca Fiacchini, marito e padre delle vittime al quale nessun risarcimento (l'assicurazione è intervenuta) può lenire il dolore. Al di là della scelta di Danut di non chiedere permessi per uscire e la semilibertà, per lui il fine pena si avvicina: grazie alla buona condotta nel 2020 potrebbe essere fuori. Lo attende comunque l'espulsione. ARTICOLO SUL CORRIERE DI AREZZO IN EDICOLA E ON LINE DEL 30 GENNAIO