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Fredy, perizia col laser: spari dall'alto verso il basso e ora test col manichino

Luca Serafini
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Perizia con il laser nell'officina di Monte San Savino dove Fredy Pacini, gommista di 57 anni, ha sparato al ladro rimasto ucciso per la recisione dell'arteria femorale. L'episodio del 28 novembre 2018 è stato ricostruito ieri nel capannone dal consulente tecnico del pm, l'esperto Paride Minervini, con il consulente di parte di Pacini, Andrea Allegri. (GUARDA LE FOTO) I cinque colpi sono stati tutti esplosi dall'alto in basso: sia i tre che andarono fuori bersaglio sul muro che i due che colpirono alle gambe il 29enne moldavo. Il rilievo, di cui si parla nell'edizione di oggi del Corriere di Arezzo, sembra favorevole a Pacini che quella notte, svegliato dal ladro entrato a colpi di mazza in ditta, si svegliò nella camera allestita sul soppalco dell'azienda proprio per presidiare l'attività presa di mira dai malviventi. Impugnata la pistola Glock regolarmente detenuta fece fuoco. E, come emerge, non puntò agli organi vitali della persona ma in basso. Non rincorse il ladro giù per le scale, ma si affacciò dalla finestra in alto: i raggi laser degli esperti conducono tutti lì. Questo deporrebbe a favore della piena legittima difesa del gommista. Ma sarà il pm Andrea Claudiani al termine dell'inchiesta a decidere. Nel prossimo sopralluogo, dopo quello effettuato ieri, mercoledì 30 gennaio, sarà utilizzato anche un manichino per effettuare la simulazione. Confermata la deviazione di uno dei colpi, anche se non sarebbe quello fatale. Fredy Pacini ha assistito all'attività degli esperti con a fianco la moglie e l'avvocato Alessandra Cheli. L'attività lavorativa nell'officina è stata interrotta per consentire i rilievi. Pacini al momento è indagato per eccesso di legittima difesa. ARTICOLO SUL CORRIERE DI AREZZO IN EDICOLA E ON LINE DEL 31 GENNAIO