Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Rubò oro per 4 milioni, già libero due ore al giorno

Il furgone Securpol e Di Stazio

Luca Serafini
  • a
  • a
  • a

Nel luglio 2016 ad Arezzo rubò oro per quattro milioni e mezzo di euro che trasportava come guardia giurata. L'autore del furto del secolo, Antonio Di Stazio, è già libero due ore al giorno e sta terminando di scontare la pena in detenzione domiciliare. Vive in una casa in affitto a Rivotorto di Assisi e, grazie alla libertà anticipata per la buona condotta, avrà espiato la pena ad agosto. L'uomo, 63 anni, originario della Campania, non ha mai rivelato chi fossero i complici e che fine abbia fatto il metallo prezioso. Quel giorno a Badia al Pino, durante il giro con il mezzo blindato, si dileguò. Il furgone della Securpol venne ritrovato vuoto, vicino all'autostrada. Sparite tutte le verghe. Una settimana dopo Di Stazio si consegnò ai carabinieri a Lucca, quindi tornò ad Arezzo dove abitava e venne arrestato. Poi il processo: condannato a 4 anni e mezzo in primo grado (rito abbreviato) con la riduzione in appello a 3 anni e 8 mesi. Difeso dall'avvocato Daniela Paccoi del foro di Perugia, ottenuti i domiciliari, ha lasciato col braccialetto elettronico il carcere di Capanne e dallo scorso dicembre, con la pena divenuta definitiva, è andato in detenzione domiciliare. Sta in un modesto appartamento che divide con i suoi pappagallini. Lo aiutano i figli. Ha goduto dell'indennità di disoccupazione dopo il licenziamento dalla Securpol. In una lettera scrisse al giudice che si vergognava di quanto commesso, ma era esasperato per le presunte ingiustizie ricevute sul posto di lavoro. Adesso Antonio Di Stazio - che può uscire ogni giorno dalle 10 alle 12 - aspetta il giorno in cui avrà saldato il conto con la giustizia e, nonostante il risarcimento danni fissato dalla sentenza, secondo molti lo attende una "pensione dorata". ARTICOLO SUL CORRIERE DI AREZZO IN EDICOLA E ON LINE DEL 26 FEBBRAIO