Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Morti nell'aereo, erano missionari col camice. Lui diceva: "Non è assistenzialismo"

Luca Serafini
  • a
  • a
  • a

Erano missionari con il camice i coniugi di Sansepolcro morti nel disastro aereo in Etiopia. Carlo Spini e la moglie Gabriella Viciani, 75 anni, da lunghi anni operavano nel continente nero come volontari. Aiutare gli africani in Africa. Portare loro cibo, vestiti, attrezzature. Ma anche accompagnarli in un percorso di crescita individuale, comunitaria ed economica. Questi gli obiettivi precisati da Spini nell'ultima intervista rilasciata giorni fa come presidente di Africa Tremila, associazione onlus di Bergamo. "Non è assistenzialismo", diceva Spini riferendosi ai progetti che hanno visto favorire tra gli ultimi della Terra anche iniziative nell'allevamento e nell'artigianato con gli africani protagonisti. Da sempre con il cuore proiettato verso la solidarietà, Carlo Spini attraverso i Comboniani ha vissuto le prime esperienze di servizio. Andato in pensione nel 2002, saputo che c'era bisogno di un medico, si è messo a completa disposizione. Tre mesi che gli hanno cambiato la vita: il mal d'Africa non lo ha più lasciato. Il Malawi la zona particolarmente cara. Poi la collaborazione con Africa Tremila, sempre più coinvolgente, fino a diventarne presidente nel 2018. Era partito con destinazione Kenya e Sud Sudan per verificare gli ultimi progetti, c'era da inaugurare un ospedale. Dal primo ambulatorio, a con tatto con una dura realtà di miseria e sofferenza, Spini aveva dispiegato una preziosa attività per diffondere le terapie contro l'Aids. Tante le vite umane salvate. Poi i progetti alimentari per migliaia di bambini da far crescere più sani. I sostegni per la formazione scolastica. Un fiorire di continue idee che Spini con il gruppo portava avanti con entusiasmo e competenza. "Sensibile e concreto", lo definiscono all'associazione di Bergamo, che piange anche una terza vittima. E a fianco, molto spesso, Carlo aveva la moglie Gabriella. Che a Sansepolcro, dove la coppia viveva nella zona Riello, era anche catechista nella parrocchia di San Paolo. ARTICOLI SUL CORRIERE DI AREZZO IN EDICOLA E ON LINE DELL'11 MARZO