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Ruba oro nella ditta dove lavora, chiede scusa e patteggia. Ma non è finita

Luca Serafini
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Ruba oro in ditta e viene arrestato, poi chiede scusa, risarcisce e patteggia la pena. Nove mesi con la condizionale e 200 euro di ammends: questo l'esito della direttissima per M.M., 53 anni, l'operaio di Arezzo sorpreso giorni fa con metallo nel borsello all'uscita dal lavoro nell'azienda Giordini di Pieve al Toppo. Fu arrestato dai carabinieri e poi messo agli obblighi di firma e ieri è comparso davanti al giudice per rispondere di furto e tentato furto. Il dipendente infedele ha presentato una lettera di scuse ai titolari (che lo hanno sospeso in vista del licenziamento) e duemila euro di risarcimento. La ditta appartiene a Giordana Gordini, presidente Federorafi. In tasca al dipendente furono trovati 37 grammi di metallo prezioso, altri 418 erano nascosti in azienda nella macchina dove lavorava, pronti per essere portati fuori un po' alla volta. Ora l'inchiesta prosegue appunto sul resto dell'ammanco lamentato dalla ditta (ancora non si conosce l'esatta entità), sulle modalità con cui veniva portato fuori (solo lui aveva il vizietto?), sulla provenienza dell'argento (novanta chili) trovato in casa con appunti e cifre segnati in dei fogli e sul tenore di vita del 53 enne che, tra l'altro, amava molto i viaggi di lusso. ARTICOLO SUL CORRIERE DI AREZZO IN EDICOLA E ON LINE DEL 2 APRILE